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Bianco
La Masera

Erbaluce di Caluso DOCG "Masilé" Spumante Brut

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Sensi
Sapore
Note di crosta di pane, ricordi di erbe di campo, leggere sfumature tostate
Colore
Giallo paglierino
Affinamento
Metodo Classico
22,50 €
Dettagli
Cantina
La Masera
Sapore
Note di crosta di pane, ricordi di erbe di campo, leggere sfumature tostate
Annata
2015
Colore
Giallo paglierino
Denominazione
Erbaluce di Caluso DOCG
Vitigni
Erbaluce
Affinamento
Metodo Classico
Alcol
13% VOL
Uvaggio
100% Erbaluce
Formato
0,75 l
Regione
Piemonte
Perfetto per
Un aperitivo, Una cena all'aperto, Sorprendere gli ospiti, Serata in giardino tra amici, Fare bella figura
Temperatura
8-10° C
Decantazione
Da bere subito
Calice
SPUMANTI METODO CLASSICO
Info legali
Contiene solfiti

Il piatto Perfetto

Faggiano in umido con funghi

Abbinamenti

Antipasti
Aperitivo
Carne
Crostacei
Dolci e Desserts
Formaggi
Pasta
Pesce
Pizza
Sensazioni
Il Metodo Classico de La Masera “Masilé” è uno spumante prodotto con uve Erbaluce 100%. Grazie a caratteristiche quali freschezza, longevità ed eleganza, questo è, nel panorama piemontese, uno dei vitigni autoctoni che maggiormente si presta alla spumantizzazione con il metodo della rifermentazione in bottiglia. Il Masilé Metodo Classico si presenta nel calice di un giallo paglierino intenso, con lievi sfumature dorate. Un perlage fine e persistente. E' ottimo come aperitivo, si abbina perfettamente ad antipasti di salumi e piatti a base di pesce ed è ideale anche in accompagnamento a tutto il pasto.
Curiosità
L’Erbaluce è uno dei vini bianchi più stupefacenti che ci siano in Italia: la sua eleganza, la finezza dei profumi, la sapidità strabiliante e il potenziale di invecchiamento e quindi evoluzione sono leggendarie. Ma a tanta opulenza corrispondono grandi fatiche e attenzioni infinite per coltivarlo e una sensibilità alle malattie sopra alla media. Senza contare che il suo habitat naturale è assai ristretto, quindi ecco che anche la scarsità di reperibilità fa parte del suo fascino. Le prime notizie certificate provengono da un grande appassionato del vino dei secoli scorsi, Giovan Battista Croce che nel suo trattato Della eccellenza e diversità de i vini, che nella montagna di Torino si fanno cita l’Erbalus come uno dei più pregiati vitigno del Piemonte. Quindi è un vitigno storico, coltivato da secoli eppure non si è mai mosso dalle provincie di Biella, Torino e Vercelli, anche se la sua patria elettiva è un arco che parte da Caluso, tocca Candia, Cuceglio ed arriva ad Agilè. E non è un caso che i terreni di questa zona siano particolari, anzi unici: fanno parte dell’Anfiteatro morenico di Ivrea. In parole povere dove oggi scorre la Dora Baltea, c’era un ghiacciaio che ha portato in pianura detriti e rocche che si sono accumulate e hanno sedimentato creando un piccolo paradiso perfetto per la coltivazione della vite. A nord le vigne sono riparate dai venti freddi, le rocce si scaldano e rilasciano calore di notte, donano mineralità al vino, l’altitudine favorisce l’escursione termica che amplifica profumi e acidità. Dopo tutto c’è un motivo se l’Erbaluce è coltivato solo qui o meglio se solo qui diventa un vino immaginifico. Prima di andare oltre vi diciamo che in base alle ultime analisi genetiche, sembra che sia un parente molto stretto del Greco, con cui condivide molte caratteristiche.
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